1. Alimentazione delle tartarughe d’acqua dolce: cosa devi sapere
  2. Occhi rossi nel cane: quali sono le cause e i sintomi
  3. Accarezzare il gatto: sai farlo nel modo giusto?
  4. Malattie del furetto: quali sono le più comuni?
  5. Giochi per furetti domestici: quali bisogna acquistare?
  6. Parco del Pizzorne: passeggiata con fido in primavera
  7. Spazzola per cani e gatti: hai davvero quella giusta per loro?
  8. Cimurro nel cane: cos’è e come riconoscerla
  9. Polpastrelli secchi nei nostri amici a 4 zampe: come idratarli
  10. Sulla neve con fido: Alpi Orobiche e il Rifugio Capanna 2000
  11. Accessori per cincillà: eccone alcuni che non devono mai mancare
  12. Cincillà come animale domestico: ecco alcune informazioni utili
  13. Noduli cutanei nel cane: c’è da preoccuparsi?
  14. Piante per acquari d’acqua dolce: ecco quali scegliere
  15. Furetto domestico: sfatiamo qualche mito su questo animale
  16. Rogna canina: come riconoscerla e prevenzione
  17. Giochi per gatti: ecco alcuni da acquistare per placare i loro istinti
  18. Tenia nel gatto: cosa devi sapere di questo parassita
  19. Filaria nel cane: trattamento e prevenzione contro questa malattia
  20. Scarpe per cani: la diatriba tra i favorevoli e i non
  21. Gengivostomatite nei gatti: quali sono le cause e i sintomi
  22. Sindrome da autodeplumazione nei pappagalli: di cosa si tratta
  23. Spiaggia per cani: Il Santos, passare le vacanze al mare in Puglia
  24. Caldo per cani e gatti: come proteggerli e rinfrescarli in estate
  25. Malattia di Lyme: cos’è e come fare a riconoscerla
  26. Val di Fassa: itinerari per una vacanza da sogno con Fido
  27. Svezzamento cuccioli: cos’è e perchè devono stare con la mamma
  28. Escursione con Fido al Parco Nazionale del Gran Paradiso
  29. Tartarughiere e accessori per il tuo amico d’acqua dolce
  30. Unghie dei cani: la guida essenziale per mantenerle sane e forti
  31. Crocchette per cani pressate a freddo: perchè sono le migliori
  32. Migliore acquario Juwel per neofiti: guida alla scelta 
  33. Acquario d’acqua dolce: cosa devi sapere
  34. Sapevi che lo stress nel gatto è una malattia mentale comune?
  35. Gabbie per pappagalli, le migliori soluzioni da interno ed esterno
  36. I disturbi cutanei nel gatto sono molto comuni: ecco cosa sapere
  37. Quali sono le specie di pappagallo da poter tenere in casa
  38. Shampoo per cani: i migliori per il tuo amico a 4 zampe
  39. Vacanza con fido: dove godersi il mare a Rimini con il tuo cane
  40. E’ in arrivo un gatto in casa? Ecco cosa devi sapere
  41. Forasacchi in arrivo: l’incubo per chi possiede un amico a 4 zampe
  42. Pettorina per animali: come scegliere quella giusta
  43. Tartaruga d’acqua dolce: come prendersene cura
  44. Antiparassitari per cani e gatti: spot-on VS collare
  45. Le migliori lettiere per gatto: guida all’acquisto
  46. I migliori dispenser di acqua per il tuo gatto e cane
  47. Campanelli d’allarme per capire se il tuo cane non sta bene
  48. Alimentazione del coniglio domestico: quello che forse non sapevi
  49. Quando e come pulire le orecchie del cane: ecco alcuni consigli

Può sembrare una domanda banale, ma vi è mai capitato di accarezzare il vostro gatto e ricevere all’improvviso un morso o un tentativo di graffiarvi, nonostante manifestasse affetto? Ebbene, questo comportamento dipende proprio dall’accarezzare il gatto nel modo sbagliato.

Quando accarezzare il gatto

Iniziamo col dire che i gatti domestici abituati alla presenza dell’uomo, sono più propensi a ricevere affetto e coccole dai membri della famiglia in quanto si fida di loro. Tuttavia, i gatti hanno un carattere e inclinazione diversa da soggetto a soggetto, segnato anche da esperienze pregresse quando si tratta di un gatto già adulto e adottato.

Altri gatti invece, sempre per carattere, non amano ricevere particolarmente affetto ed è buona norma non costringerlo o insistere ma rispettare questo suo lato caratteriale. Ma come facciamo a capire quando il gatto vuole davvero ricevere carezze?

accarezzare il gatto
foto di pixabay

Se conosci bene il tuo gatto, sai già quali sono le sue abitudini e quando desidera essere toccato. Infatti, è il gatto stesso che richiama l’attenzione del padrone per ricevere attenzioni; si avvicinerà spontaneamente alzando la coda e protraendosi verso di voi per essere accarezzato.

Di solito, quando ci si approccia per la prima volta con un gatto, anche domestico, bisogna allungare le dita per farsi annusare; deciderà lui se avvicinarsi oppure no. Il gatto è disposto quando strofina il muso e le guance e allora sta suggerendo di essere toccato e farà le fusa.

Questi piccoli accorgimenti vi aiuteranno a instaurare un rapporto di fiducia reciproca e a convivere serenamente in casa.

Qual è il modo giusto per accarezzarlo?

Rispondiamo adesso alla domanda qual è il modo giusto per accarezzare il proprio gatto domestico e anche selvatico quando ne troviamo uno. Dovete sapere che il gatto ha delle aree molto sensibili dove preferisce non essere toccato e lo dimostra con soffi e graffi.

Vediamo i punti dove gli piace essere accarezzato:

  • la zona del muso e le guance;
  • sotto il mento;
  • dietro le orecchie;
  • collo

Un’altra zona dove poter accarezzare il gatto è la schiena, ma è importante non farlo mai contropelo e stare attenti che il gatto gradisca in quel momento essere accarezzato proprio lì. Infatti, la schiena è un pò soggettivo, non a tutti piace specialmente quando al tocco hanno dei piccoli spasmi. Quello è un sintomo che bisogna fermarsi.

I punti preferiti sono sotto il mento e dietro le orecchie e c’è un motivo; infatti, in quelle zone sono presenti le ghiandole che producono feromoni e quando le tocchiamo, il loro odore rimane su di noi. In quel momento, il gatto ci sta letteralmente marchiando come loro territorio e di loro proprietà.

Accarezzare il gatto: sai farlo nel modo giusto?
foto di pixabay

Dove non accarezzare il gatto?

Vediamo adesso quali sono le zone dove non accarezzare il gatto:

  • la pancia: anche se si tratta del gatto domestico e ha piena fiducia in voi, il gatto non ama particolarmente essere toccato alla pancia;
  • i cuscinetti e le zampe;
  • la coda e la zona finale.

Alcuni atteggiamenti ci fanno capire quando il gatto non vuole ricevere coccole, come ad esempio si distanzia da noi quando allunghiamo la mano, la coda che si agita, non fa le fusa e si allontana. In quel momento, non bisogna rincorrerlo ma rispettare i suoi spazi.

Questo articolo è stato scritto solo a titolo informativo e non vuole sostituire in alcun modo il parere del veterinario. Per ogni dubbio o comportamento anomalo, chiamare il proprio veterinario di fiducia o la clinica veterinaria a voi più vicina.